15 Novembre 2024

Disfagia, strozzarsi mangiando

Cosa è la disfagia

La disfagia è la difficoltà a deglutire, con alterato transito del cibo  per una  ostruzione meccanica o più frequentemente per  incoordinazione neuromotoria per cause neurologiche. Più del 10% dei pazienti ospedalizzati è disfagico. La disfagia è una disfunzione frequente nella età avanzata, a prescindere dalle condizioni neurologiche. 

Il pericolo della disfagia è il rischio di inalare il cibo, che in una deglutizione scoordinata o difficile prende la strada sbagliata e finisce in trachea. Se il cibo arriva in fondo all’ albero respiratorio causa una broncopolmonite detta “ab ingestis” , una grave infezione con una elevata mortalità. 

Cause della disfagia

Le cause di disfagia sono rappresentate principalmente da gravi patologie neurologiche:

  • Ictus
  • Traumi Cranici
  • Sclerosi Multipla
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica
  • Morbo di Parkinson
  • Morbo di Alzheimer
  • Miopatie gravi

Sapere riconoscere la disfagia

Il segnale principè è  strozzarsi mangiando, con tosse improvvista dopo la deglutizione, o la voce “bagnata” egorgogliante dopo un atto deglutitorio. Sono frequenti i rigurgiti nasali ed orali.

Segnali di allarme sono  le aumentate secrezioni e lesbavature orali, l’ impacchettamento del cibo nelle guance con deglutizione ritardata, la lingua protrusa, il ritardo a deglutire o l’ assenza di deglutizione volontaria, la raucedine dopo mangiato con schiarimenti di gola frequenti, le frequenti infezioni polmonari, e/o le febbri frequenti quando si ha un alterato stato di coscienza. 

E’ importante ricordare che ogni grande anziano è un potenziale disfagico, soprattutto in una situazione di alterazione anche modesta dello stato di coscienza anche per febbri o eventi banali.    

Cosa fare nella disfagia

Consultare il vostro medico di fiducia, che vi consiglierà uno specialista (otorino, foniatra, logopedista, nutrizionista clinico ) che sarà in grado di fare una diagnosi corretta e di stabilire se il paziente è in grado di alimentarsi ancora con diete a consistenza modificata (diete per disfagia di vari tipi) e con manovre posturali specifiche, o se invece  deve essere presa la decisione drastica di sospendere l’ alimentazione per bocca e ricorrere a procedure di nutrizione artificiale.

Un test di screening molto utilizzato per capire se il paziente è disfagico  è il test dell’acqua (Three-oz Water Swallow Test (WST)) , che consiste nel far bere al paziente un certo volume di acqua mentre l’esaminatore osserva eventuale senso di soffocamento, tosse, cambio della qualità della voce o sforzo nel deglutire.  Vengono somministrate almeno tre piccole e progressive  quantità di acqua arrivando fino a 90ml, che devono essere bevuti senza interruzione. Le prime quantità si somministrano con un cucchiaino da the, aumentando progressivamente utilizzando una tazza o un bicchiere con imboccatura larga. 

IL TEST DEVE ESSERE PRATICATODA PERSONALE SANITARIO ESPERTO  e l’ esame deve essere completato con una  Laringoscopia a fibre sottili monitorando la performance deglutitoria e con una  ž Videofluorografia, che filma la deglutizione  durante la somministrazione di mezzo di contrasto. Con questi esami completi e con personale esperto si potrà capire se il paziente può continuare a mangiare, con quale dieta, con quali posture di compenso oppure se deve essere iniziata una procedura di nutrizione enterale con sondino nasogastrico o posizionando una PEG (gastrostomia percutanea).


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