Il nichel è un metallo, nutriente essenziale ultratraccia.
Il fabbisogno quotidiano è tra i 30 ed i 100 μg, coperto da una normale dieta. E’ talmente diffuso in natura che è difficile stabilirne l’ essenzialità nell’uomo, a livelli molto elevati di assunzione è tossico, ma le quantità mediamente assunte con acqua e cibo non costituiscono un rischio. Gli alimenti vegetali ne contengono di più. Il nichel è presente nel cibo perchè sia i vegetali che gli animali lo assumono da acqua e suolo, e poichè il suolo ha un contenuto estremamente variabile di nichel, è variabile anche il contenuto nel cibo.
La dermatite da contatto, la sindrome da allergia sistemica
Il Nichel è la principale causa di dermatite allergica da contatto. In Italia il 20% della popolazione ha una qualche forma di allergia al Nichel, e la positività al patch test è ancora più alta.
Il Nichel ha un basso peso molecolare e di per se non induce risposta anticorpale, ma agisce come aptene, legandosi ad una proteina cutanea dando un allergene completo, scatenando così una reazione allergica da ipersensibilità cellulo‐mediata.
Le forme cliniche note sono
- la dermatite allergica da contatto,
- la sindrome da allergia sistemica al nichel con manifestazioni cutanee ( dermatite da contatto sistemica) o extracutanee (gastrointestinali, respiratorie, neurologiche etc.).
La dermatite da contatto è un eczema nelle sedi cutanee direttamente a contatto con oggetti rilascianti nichel (orecchini orologi ecc) : le eruzioni eczematose nelle sedi di contatto diretto si chiamano eruzioni primarie.
La sindrome da allergia sistemica al nichel con manifestazioni cutanee assume diverse forme (pompholyx, sindrome del babuino, esantema maculo papulare, orticaria ecc.) Le lesioni si manifestano comunque in sedi diverse da quelle di contatto con oggetti contenenti nichel. La assunzione sistemica del nichel, attraverso alimenti, acqua, fumo di sigaretta o inquinanti è considerata responsabile o corresponsabile di queste manifestazioni sistemiche.
La sindrome da allergia sistemica al nichel con sintomi extracutanei ha manifestazioni a carico dell’apparato gastrointestinale (dolori e discomfort intestinale, diarrea, vomito,stipsi) ed a carico dell’apparato respiratorio (rinite ed asma). Va sottolineato che tra gli esperti non c’ è un consenso uniforme sulla forma gastrointestinale da Nichel, ci sono molti dubbi riguardo la sua esistenza.
La diagnosi di allergia al Nichel si avvale, del patch test. che è test specifico per contatto cutaneo e dei test di scatenamento/provocazione orale
Ridurre l’esposizione al nichel: la dieta a basso contenuto in nichel
Nella allergia da contatto “classica” la dieta non è necessaria
La responsabilità del Nichel alimentare nella dermatite sistemica è stata messa in discussione da alcuni studi: tra l’altro è stato stimato che solo l’l % dei pazienti con allergia al nickel potrebbe avere una reazione sistemica al nickel contenuto in una normale dieta, ed il 10% dei pazienti potrebbe reagire se esposto a quantità alimentare di nickel particolarmente elevata, ottenibile solo con una alimentazione ricca di Nichel, o bevendo acqua ricca in Nichel. Secondo alcuni studiosi quindi la dieta a basso contenuto di nichel per manifestazioni di dermatite sistemica è indicata in pazienti selezionati patch positivi con dermopatia grave quando sia chiara una dimostrata dipendenza fra dieta e manifestazioni cliniche.
Anche sulla dieta a ridotto contenuto di Nichel gli studiosi non sono concordi. Intanto, l’ eliminazione completa del nickel per la ubiquitarietà del metallo non è possibile, poi non c’è consenso su quanto tempo debba essere seguita la dieta di eliminazione. In maniera del tutto empirica la fase di eliminazione diagnostica (per capire se si sta meglio togliendolo) dovrebbe durare uno‐due mesi e l’eliminazione terapeutica almeno sei mesi
Per molti alimenti le indicazioni sono contraddittorie. I vegetali a foglie verdi, le carote, i broccoli, cipolle, aglio, i funghi, il vino in alcuni schemi dietetici sono vietati, in altri no. Pomodori ed arance in alcuni schemi sono vietati ma contengono pochissimo nichel (vedi le tavole di contenuto del Nichel negli alimenti) tuttavia sono considerati un alimento debolmente acido che potrebbe facilitare il rilascio di nichel dalle pentole. Per un motivo simile è proibito il pesce inscatolato ( e solo quello) per il rischio del rilascio del nickel dal contenitore stesso
Vi è consenso su cacao e cioccolato e quasi tutti vietano anche legumi (arachidi, fagioli, piselli), molluschi, nocciole, noci e cibi in scatola.
Alcuni vietano tutte le pentole e utensili di leghe contenenti nichel altri solo quelle nuove che potrebbero cedere più metallo.