15 Novembre 2024

Le diete fanno impazzire: il Minnesota Starvation Study

Keys, A., Brozek, J., Henshel, A., Mickelson, O., & Taylor, H.L. (1950). The biology of human starvation, (Vols. 1–2). Minneapolis, MN: University of Minnesota Press.
Tucker, T. (2007).

The great starvation experiment: Ancel Keys and the men who starved for science. Minneapolis, MN: University of Minnesota Press

Ancel Keys in copertina su LIFE

Nel 1944 Keys , Brozek, ed altri iniziano il Minnesota Starvation Experiment, una ricerca di restrizione dietetica semicoercitiva: lo studio è sviluppato insieme ai sistemi di reclutamento militare Statunitensi: in un sistema di leva obbligatorio, la semicoercizione consisteva nell’ accettare il rigido protocollo prescrittivo oppure partire per il fronte. Furono reclutati 36 uomini tra 22 e 33 anni, scelti con una accurata selezione da un pool di oltre 400 volontari. La selezione comprendeva test fisici e psicologici, per cui i 36 ragazzi scelti erano giovani americani fisicamente e psicologicamente sani. I soggetti furono sottoposti a 6 mesi di restrizione calorica (circa 1500 calorie /die) con perdita di peso del 25% e poi ad una fase di recupero.

Durante l’esperimento avvennero drammatici cambiamenti fisici, psicologici e sociali dovuti alla dieta e nella maggioranza dei soggetti questi cambiamenti continuarono ad essere evidenti anche durante la fase di rialimentazione . Aumentò la preoccupazione per il cibo. Gli uomini persero concentrazione sulle loro attività abituali, perchè afflitti da pensieri persistenti sul cibo e sul mangiare. Il cibo divenne l’ l’argomento principale di conversazione, lettura e sogni ad occhi aperti. Molti degli uomini iniziarono a leggere libri di cucina e di raccolta delle ricette ed iniziarono a raccogliere oggetti per caffè, pentole, piatti, e altri utensili da cucina. Questo accumulo compulsivo fu esteso anche a oggetti non correlati con il cibo: vecchi libri, inutili vestiti di seconda mano, soprammobili e altra “spazzatura”. Dopo tali acquisti, spesso anche di un certo sacrificio economico, gli uomini rimanevano perplessi sul perché avevano comprato tante cose inutili.
Nonostante il precedente scarso interesse su questioni culinarie prima dell’esperimento, il 40% degli uomini fecero progetti riguardanti la cucina come parte dei loro piani post-esperimento. Alcuni cambiarono realmente occupazione dopo l’ esperimento: tre diventarono chef, e uno si dedicò alla agricoltura
Gli uomini trascorrevano gran parte del loro tempi a pianificare come avrebbero potuto mangiare la loro razione. Alcuni perdevano tempo per quasi due ore nel corso di un pasto facendo insoliti intrugli, mescolando insieme gli ingredienti, con un incremento enorme di sale e spezie. Il consumo di caffè e tè aumentò in modo così drammatico che si dovè limitare a 9 tazze al giorno, un uomo masticava fino a 40 pacchetti al giorno di gomma da masticare al giorno. Durante la fase di riabilitazione di 12 settimane, la maggior parte di questi atteggiamenti e comportamenti continuò . Durante il semidigiuno per alcuni la fame divenne una preoccupazione intensa, per altri intollerabile. Molti non riuscirono ad osservare la dieta e furono segnalati episodi di bulimia seguiti da rimorso. Durante il periodo di riabilitazione molti dei soggetti persero il controllo del loro appetiti “mangiando in modo più o meno costante con atteggiamenti a tipo binging. Anche dopo 12 settimane di riabilitazione, gli uomini spesso lamentavano fame continua, anche perfino dopo un pasto abbondante: Uno dei volontari si abbuffava (6.000 calorie) ed iniziava la merenda un’ora dopo aver finito il pasto, altri mangiavano a più non posso durante i tre pasti regolari con spuntini a mattina, pomeriggio e sera. Solo dopo circa cinque mesi di riabilitazione la maggior parte degli uomini riportò una certa normalizzazione delle abitudini alimentari, tuttavia, per alcuni il consumo eccessivo di cibo continuò: più di 8 mesi dopo la fase di rialimentazione alcuni uomini ancora mangiavano quantità anomale, e un soggetto riferiva di consumare “circa il 25 per cento più di prima .Una volta iniziò a ridurre, ma aveva tanta fame che non poteva resistere”.
Anche se gli uomini erano abbastanza equilibrati prima del digiuno, dopo divennero frequenti irritabilità ed esplosioni di rabbia: durante il semidigiuno furono notati lunghi periodi di depressione con occasionale euforia . Per la maggior parte dei soggetti, l’ansia diventò più evidente. Molti degli uomini iniziarono a mangiarsi le unghie o a fumare perché si sentivano nervosi. L’apatia diventò comune, e alcuni trascuravano l’ igiene personale. La maggior parte dei soggetti manifestò periodi di disagio emotivo molto grave.
Quasi il 20% del gruppo sviluppò gravi sintomi di estremo degrado emotivo. Il Minnesota Multiphasic Personality Inventory evidenziò un aumento significativo di depressione, isteria, ipocondria.
Tali aberrazioni non scomparvero immediatamente durante la riabilitazione, ma durarono per diverse settimane, ed alcuni uomini in realtà diventarono sempre più depressi, irritabili, negativistici anche dopo il semidigiuno. .
Tre soggetti svilupparono disturbi “psicotici” severi. Un soggetto non era in grado di aderire alla dieta, e sviluppò sintomi allarmanti per una attrazione compulsiva verso i rifiuti e un forte, quasi irresistibile desiderio di frugare nei bidoni della spazzatura. Attraversò numerosi cicli di binging compulsivo e divenne tanto emotivamente disturbato da chiedere l’ ammissione volontaria al reparto psichiatrico universitario. Dopo nove settimane di restrizione, un altro soggetto iniziò a rubare nei negozi monili di nessun valore intrinseco. Sperimentò fuga di idee, istinti suicidi, depressione, violenza. A causa della natura allarmante dei suoi sintomi fu rimosso dalla sperimentazione e internato nel reparto psichiatrico universitario. Un altro soggetto sviluppò depressione profonda ed idee autolesionistiche. In preda a crisi profonda, si tagliò tre dita di una mano in risposta allo stress.
Per alcuni volontari, gli sbalzi d’umore erano notevoli: Un soggetto sperimentava episodi di estrema euforia alternati a momenti di profonda depressione. Percepiva che era alla fine delle sua strada e sentiva di diventare pazzo e perdere i suoi freni inibitori. I contatti con le donne diminuirono notevolmente durante semi-digiuno. Quelli che continuavano a frequentare ragazze constatarono che le relazioni divennero tese. Un soggetto scrisse: “Sono uno dei circa tre o quattro che ancora esce con le ragazze. Mi sono innamorato di una ragazza durante il periodo di controllo, ma la vedo solo occasionalmente ora. E ‘ un problema vederla, anche quando mi visita nei laboratori. Mi richiede uno sforzo anche tenerle la mano. Se vediamo uno spettacolo, la parte più interessante è contenuta nelle scene in cui le persone stanno mangiando”
Il quadro descritto evidenzia come il semidigiuno ( e se vogliamo una restrizione calorica simile ad una dieta per perdere peso,) alteri in un certo numero di soggetti -considerati assolutamente normali- il normale comportamento con sviluppo di disturbi psicotici.


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