L’acne è causata da diversi fattori, l’aumento della produzione di sebo, il rilascio di mediatori infiammatori nella pelle, ipercheratosi e colonizzazione da parte di Propionibacterium Acnes.
Il quadro è variabile, da pochi punti neri ad un coinvolgimento generale della pelle.
Con la prima produzione di sebo appaiono primi punti neri che poi possono trasformarsi in lesioni infiammatorie. Sono affetti sia gli uomini sia le donne, ma spesso negli uomini il quadro è più grave, probabilmente per l’ influenza ormonale. Durante la pubertà tutti hanno più o meno acne, che di solito si risolve spontaneamente nella prima età adulta. E’ importante anche una predisposizione genetica, oltre che anomalie ormonali soprattutto a carico degli ormoni androgeni.
Acne e stile di vita
Le ragioni per la comparsa dell’ acne sono in gran parte sconosciute. In uno studio multicentrico svolto negli ambulatori di dermatologia di 12 città italiane, sono state studiate 248 giovani donne con acne in confronto a un campione di controllo di 270 donne senza acne, Venivano studiati i fattori di rischio e gli stili di vita. I fattori di rischio per sviluppare acne comunemente osservati sono stati:
- avere familiarità per acne,
- non avere avuto gravidanze,
- essere impiegati verso essere disoccupati o essere una casalinga
- avere un alto livello di stress psicologico riportato
Un ridotto consumo di frutta o verdura e un basso consumo di pesce fresco sono stati anche associati con l’acne.
Dieta e acne: gli alimenti incriminati
- Uno studio su quindicenni norvegesi della scuola dell obligo verificava con un questionario autovalutativo il rapporto tra consumo di prodotti lattiero-caseari ed acne.
La prevalenza di acne moderata o grave è stata del 13,9%. L’ assunzione elevata (≥ 2 bicchieri al giorno) di latte intero è risultata correlata ad acne moderata o grave. Nei ragazzi con il maggior consumo di prodotti lattiero-caseari non scremati , l’odds ratio per l’acne è stato 4,81 (la probabilità di avere acne è stata quindi quasi 5 volte maggiore) - Un’alta assunzione totale di prodotti lattiero-caseari è stata associata anche con l’acne femminile. Nessuna associazione significativa è stata trovata tra acne e l’assunzione di prodotti lattiero-caseari parzialmente scremati o scremati, e nemmeno con consumi moderati di qualsiasi varietà di grassi derivati da latte vaccino.
(Ulvestad M. et al. Acne and dairy products in adolescence: results from a Norwegian longitudinal study. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016 Jul 16.) - Uno altro recentissimo studio caso-controllo ha verificato il legame tra consumo di latticini e l’acne in adolescenti, testando l’ipotesi che gli adolescenti con acne consumino più latticini rispetto a quelli senza acne. Sono stati reclutati 225 partecipanti, di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, sia con acne moderata che senza acne (campione di controllo) . L’ acne è stata valutata da un dermatologo utilizzando una apposita scala di valutazione. I partecipanti hanno compilato delle interviste dietetiche e quindi stati confrontati i gruppi. I ragazzi con acne consumavano quantità di latte totalmente o parzialmente scremato significativamente maggiore (p = .01) rispetto a quelli senza acne. Nessuna differenza significativa è stata trovata tra gruppi acne e non-acne riguardo l’assunzione totale di prodotti lattiero-caseari, grassi saturi o trans, o carico glicemico. Nessuna differenza significativa è stata trovata per l’assunzione totale calorica o per l’ indice di massa corporea.
Vitamina D, Omega 3, probiotici.
Poichè la vitamina D svolge un ruolo importante nel sistema immunitario e la sua carenza è stata implicata in numerose malattie della pelle, sono stati confrontati i livelli di vitamina D in pazienti con e senza acne: (Seul-Ki Lim et al. Comparison of Vitamin D Levels in Patients with and without Acne: A Case-Control Study Combined with a Randomized Controlled Trial. PLoS One. 2016 Aug 25;11(8):e0161162.) La vitamina D è stata misurata in 80 pazienti con acne e 80 controlli sani. I pazienti con livelli carenti di vitamina D sono stati quindi trattati con colecalciferolo orale a 1000 UI / die per 2 mesi.
La supplementazione con probiotici, in particolare con Lactobacillus rhamnosus SP1 migliora l’acne adulta. Uno studio RCT su 20 adulti ha valutato l’effetto della supplementazione con ceppo probiotico di Lactobacillus rhamnosus SP1 (LSP1) sull’espressione cutanea dei geni coinvolti nella segnalazione dell’insulina e sull’ evoluzione delle lesioni acneiche . Per 12 settimane un gruppo ha assunto un integratore liquido contenente LSP1 alla dose di 3 × 109 cfu / giorno (75 mg / giorno), il gruppo di controllo invece ha ricevuto un liquido privo di probiotici. Sulle biopsie cutanee prima e dopo trattamento sono stati analizzati il fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF1) e proteine regolanti l’espressione genica.
La dieta per l’ acne, quali consigli dietetici.
- Preferire alimenti a basso indice glicemico: abbondante consumo di fibra con frutta ed verdura fresca, mandorle ed altri semi,
- Spesso legumi, preferire amidacei non raffinati, pane e pasta integrali, tra gli alimenti di origine animale preferire il pesce, condire con olio di oliva extravergine.
- Ridurre alimenti ad alto indice glicemico come patate, riso, e magari per tre settimane abolire zucchero, dolci, biscotti.
- Evitare il cioccolato
- Provare, magari anche solo per due-tre settimane ad abolire il latte sia intero che scremato che i latticini.
- Ridurre il sovrappeso, causa di insulinoresistenza ed iperinsulinismo.
- Utilizzare per un mese un integratore a base di olio di pesce e ricco di antiossidanti.