16 Novembre 2024

Acne e dieta

L’acne vulgaris ha inizio durante la pubertà, con cause   complesse e multifattoriali. E’ caratterizzata da seborrea e  formazione di comedoni, pustole e papule in zone ricche di ghiandole sebacee.
L’acne è causata da diversi fattori, l’aumento della produzione di sebo, il rilascio di mediatori infiammatori nella pelle, ipercheratosi e colonizzazione da parte di Propionibacterium Acnes.
Il quadro è variabile, da  pochi punti neri ad un coinvolgimento generale della pelle.
Con  la prima produzione di sebo  appaiono primi punti neri che poi possono trasformarsi in lesioni infiammatorie. Sono affetti sia gli uomini sia le donne, ma spesso negli uomini il quadro è più grave, probabilmente per l’ influenza ormonale. Durante la pubertà tutti hanno più o meno acne, che di solito si risolve spontaneamente nella prima età adulta. E’ importante anche una predisposizione genetica, oltre che anomalie ormonali  soprattutto a carico degli ormoni androgeni.

Acne e stile di vita

Le ragioni per la comparsa dell’ acne sono in gran parte sconosciute. In uno studio multicentrico  svolto negli ambulatori di dermatologia di 12 città italiane, sono state studiate 248 giovani donne con acne in confronto a un campione di controllo di  270 donne senza acne, Venivano studiati i fattori di rischio e gli stili di vita. I fattori di rischio per sviluppare acne comunemente osservati sono stati:

  • avere familiarità per acne,
  • non avere avuto gravidanze,
  • essere  impiegati verso essere disoccupati o essere una casalinga
  • avere  un alto livello di stress psicologico riportato

Un ridotto consumo di frutta o verdura e un basso consumo di pesce fresco sono stati anche associati con l’acne.

(Di Landro et al Adult female acne and associated risk factors: Results of a multicenter case-control study in Italy. J Am Acad Dermatol. 2016 Aug 16. pii: S0190-9622(16)30480-7.)

Dieta e acne: gli alimenti incriminati

La convinzione che alcuni alimenti favoriscano l’ insorgenza di acne, o che comunque ci sia una pesante concausa dietetica è fortemente diffusa: Quynh-Giao, ricercatore   del Baylor College of Medicine di Houston,  ha interrogato un vasto gruppo di pazienti con acne sugli alimenti da evitare . Tutti i pazienti ritenevano che la dieta potesse influire, ed almeno  il 70 per cento di essi modificava la propria alimentazione riducendo cibi fritti e grassi, cioccolata, formaggi, bevande carbonate. (Diet and acne: an exploratory survey study of patient su Dermatol Pract Concept 2016;6(2):5)

In realtà in questo campo non c’ è stata negli anni una grande ricerca scientifica, e pochi lavori hanno indagato la relazione tra  fattori dietetici ed acne .  Riporto alcuni  studi significativi:
  •  Uno studio su quindicenni norvegesi della scuola dell obligo  verificava con un questionario autovalutativo il rapporto tra consumo di prodotti lattiero-caseari ed acne.
    La prevalenza di acne moderata o grave è stata del 13,9%. L’ assunzione elevata (≥ 2 bicchieri al giorno) di latte intero è risultata correlata ad acne moderata o grave. Nei ragazzi con il maggior consumo di prodotti lattiero-caseari non scremati , l’odds ratio per l’acne è stato 4,81 (la probabilità di avere acne è stata quindi quasi 5 volte maggiore)
  • Un’alta assunzione totale di prodotti lattiero-caseari è stata associata anche con l’acne femminile. Nessuna associazione significativa è stata trovata tra acne e l’assunzione di prodotti lattiero-caseari parzialmente scremati o scremati, e nemmeno con consumi moderati di qualsiasi varietà di grassi derivati da latte vaccino.
    (Ulvestad M. et al.  Acne and dairy products in adolescence: results from a Norwegian longitudinal study. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016 Jul 16.)
  • Uno altro recentissimo  studio caso-controllo ha verificato il legame tra consumo di latticini e l’acne in adolescenti, testando  l’ipotesi che gli adolescenti con acne  consumino più latticini rispetto a quelli senza acne. Sono stati reclutati 225 partecipanti, di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, sia con acne moderata che senza acne (campione di controllo) . L’ acne è stata valutata da un dermatologo utilizzando una apposita scala di valutazione. I partecipanti hanno compilato delle  interviste dietetiche e quindi stati confrontati i gruppi. I ragazzi con acne consumavano quantità di latte totalmente o parzialmente scremato significativamente maggiore (p = .01) rispetto a quelli senza acne. Nessuna differenza significativa è stata trovata tra gruppi acne e non-acne  riguardo l’assunzione totale di prodotti lattiero-caseari, grassi saturi o trans, o carico glicemico. Nessuna differenza significativa è stata trovata per l’assunzione totale calorica  o per l’ indice di massa corporea.
Gli autori concludono che nella loro ricerca  il consumo di latte parzialmente o totalmente scremato, ma non di latte intero, è positivamente associato con l’acne.  (La Rosa et al. Consumption of dairy in teenagers with and without acne. J Am Acad Dermatol. 2016 Aug;75(2):318-22.)
Come si spiega questo legame tra latte ed acne ? secondo alcune ricerche parrebbe che il consumo di latte abbia una qualche influenza sugli assi ormonali dell’ insulina, dell’ ormone della crescita e sull’ insulin-like growth factor-1 (IGF-1).
Il consumo di latte aumenta i livelli serici di IGF-1  nell’adolescenza e nella età adulta. Durante la pubertà con l’incremento fisiologico dell’ ormone della crescita, i livelli sierici di IGF-1 aumentano e sono ulteriormente rafforzati dal consumo di latte, inoltre  cheratinociti e sebociti, della cute sono stimolati dall’ IGF-1.
Il cioccolato è un altro grande classico: Gli effetti di cioccolato sulle esacerbazioni dell’ acne sono stati recentemente rivalutati. Per verificare se il  cioccolato fondente al 99%, consumato in quantità quotidiane, possa causare l’acne o peggiorarla in soggetti di sesso maschile con tendenza acneica, a venticinque ragazzi tendenti all’ acne è stato chiesto di consumare 25 g di cioccolato fondente al 99% al giorno per 4 settimane. Ogni settimana veniva accuratamente valutato lo stato della cute e veniva analizzato anche il consumo di cibo tramite quetionario di frequenze di consumo e registrate le attività quotidiane.
 Sono stati rilevati cambiamenti significativi dei punteggi acne e sul numero di comedoni e papule infiammatorie  già dopo due settimane. A 4 settimane, i cambiamenti sono rimasti ancora statisticamente significativi rispetto al basale. Gli autori concludono che il cioccolato fondente se consumato in quantità normali per 4 settimane può esacerbare l’acne in soggetti di sesso maschile con pelle a tendenza acneica. (Vongraviopap S. Asawanonda P. Dark chocolate exacerbates acne Int J Dermatol. 2016 May;55(5):587-91. doi: 10.1111/ijd.13188. Epub 2015 Dec 29)
-Friederike Fiedler  et al. hanno pubblicato recentemente una interessante revisione sistematica  (Acne and Nutrition: A Systematic Review su Acta Derm Venereol 2016)  Sono stati esaminati tutti gli studi riportati nella letteratura medica pubblicata  sul tema dieta ed acne  classificando  quattro livelli di evidenza: (A) studio di alta qualità in doppio cieco randomizzato; (B) studio randomizzato con importanti  limitazioni o con basso numero di casi; (C) studio  caso-controllo o di coorte; e (D) parere di esperto. Gli alimenti studiati  come causa scatenante nei vari articoli sono stati classificati come aventi effetto benefico (+), neutro (0) o negativo (-)  Per fare un esempio  ci sono 22 articoli che indicano il latte come potenziale responsabile ma di questi, 2 articoli hanno una scarsa validità scientifica di prova e 15 sono a livello D di partere di esperto. 5 articoli invece non hanno riportato alcun effetto. Nessuna ricerca comunque  ha evidenziato  effetti benefici. Gli autori concluono che latte e cibi ad alto indice glicemico sono probabilmnte coinvolti, ma non è possibile ancora avere evidenze nutrizionali basate su prove scientifiche per sintetizzare dei consigli dietetici appropriati.

Vitamina D, Omega 3, probiotici.

Poichè la vitamina D svolge un ruolo importante nel sistema immunitario e la sua carenza è stata implicata in numerose malattie della pelle, sono stati confrontati i livelli di vitamina D in pazienti con e  senza acne: (Seul-Ki Lim et al. Comparison of Vitamin D Levels in Patients with and without Acne: A Case-Control Study Combined with a Randomized Controlled Trial. PLoS One. 2016 Aug 25;11(8):e0161162.) La vitamina D è stata misurata in  80 pazienti con acne e 80 controlli sani. I pazienti con livelli carenti di vitamina D sono stati quindi  trattati con colecalciferolo orale a 1000 UI / die per 2 mesi.

Un deficit di 25 (OH) D è stato rilevato nel 48,8% dei pazienti con acne, ma solo nel 22,5% dei controlli sani. Il livello di 25 (OH) D era inversamente associato alla  gravità delle lesioni sul derma, ed era evidente una significativa correlazione negativa con le lesioni infiammatorie. Un miglioramento nelle lesioni infiammatorie è stato notato dopo l’integrazione con vitamina D in 39 pazienti con acne con carenza.

La supplementazione con probiotici, in particolare con  Lactobacillus rhamnosus SP1 migliora l’acne adulta. Uno studio RCT su 20 adulti ha valutato l’effetto della supplementazione con ceppo probiotico di Lactobacillus rhamnosus SP1 (LSP1) sull’espressione cutanea dei geni coinvolti nella segnalazione dell’insulina e sull’ evoluzione delle lesioni acneiche . Per 12 settimane un gruppo ha assunto un integratore liquido contenente LSP1 alla dose di 3 × 109 cfu / giorno (75 mg / giorno),   il gruppo di controllo invece ha ricevuto un liquido privo di probiotici. Sulle biopsie cutanee prima e dopo trattamento sono stati analizzati il fattore di crescita insulino-simile 1 (IGF1) e proteine regolanti l’espressione genica.

Rispetto al inizio della cura, il gruppo probiotico ha mostrato una riduzione del 32% (p <0.001), delle lesioni nonché un aumento del 65% (p <0.001) riguardo IGF1 e l’espressione genica  cutanea. Queste differenze non sono state osservate nel gruppo placebo. In conclusione la supplementazione con il ceppo probiotico LSP1 normalizza l’espressione della pelle di geni coinvolti nella segnalazione dell’insulina e migliora la comparsa di acne adulta.
(G. Fabbrocini et al Supplementation with Lactobacillus rhamnosus SP1 normalises skin expression of genes implicated in insulin signalling and improves adult acne  Benef Microbes. 2016 Sep 6:1-6.)
Sono stati valutati anche I benefici della supplementazione con acidi grassi  Omega 3  e acido γ-linoleico nell’ acne.  Lo studio, randomizzato e controllato, è durato 10 settimane su 45 soggetti con acne lieve-moderata. Ad un gruppo di pazienti sono stati somminitrati 2 grammi  di omega-3 (acido eicosapentaenoico e acido docosaesaenoico), ed olio di borragine contenente 400 mg di acido γ-linoleico. Dopo 10 settimane di supplementazione  le lesioni sono diminuite in modo significativo. Jung JY1 et al. Effect of Dietary Supplementation with Omega-3 Fatty Acid and gamma-linolenic Acid on Acne Vulgaris: A Randomised, Double-blind, Controlled Trial. Acta Derm Venereol. 2014 Feb 18.

La dieta per l’ acne, quali consigli dietetici.

Nel Maggio 2016 sono uscite le ultime linee guida sull’ acne (JAAD Volume 74, Issue 5, Pages 945–973.e33), che sottolineano espressamente come alla luce dei dati attuali, non possano essere raccomandati trattamenti dietetici specifici per l’ acne corroborati da una robusta evidenza scientifica. Tuttavia alcuni studi suggeriscono che si dovrebbe fare attenzione a diete ricche di alimenti ad elevato indice glicemico e che il latte, ed in particolare quello scremato potrebbe influenzare negativamente l’ acne.
Cosa fare quindi?
  • Preferire alimenti a basso indice glicemico: abbondante consumo di fibra con frutta ed verdura fresca, mandorle ed altri semi,
  • Spesso legumi, preferire amidacei non raffinati, pane e pasta integrali, tra gli alimenti di origine animale preferire il pesce, condire con olio di oliva extravergine.
  • Ridurre alimenti ad alto indice glicemico come patate, riso, e magari per tre settimane abolire zucchero, dolci, biscotti.
  • Evitare il cioccolato
  • Provare, magari anche solo per due-tre settimane ad abolire il latte sia intero che scremato che i latticini.
  • Ridurre il sovrappeso, causa di insulinoresistenza ed iperinsulinismo.
  • Utilizzare per un mese  un integratore a base di  olio di pesce  e ricco di antiossidanti.

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