Cosa è la disfagia
La disfagia è la difficoltà a deglutire, con alterato transito del cibo per una ostruzione meccanica o più frequentemente per incoordinazione neuromotoria per cause neurologiche. Più del 10% dei pazienti ospedalizzati è disfagico. La disfagia è una disfunzione frequente nella età avanzata, a prescindere dalle condizioni neurologiche.
Il pericolo della disfagia è il rischio di inalare il cibo, che in una deglutizione scoordinata o difficile prende la strada sbagliata e finisce in trachea. Se il cibo arriva in fondo all’ albero respiratorio causa una broncopolmonite detta “ab ingestis” , una grave infezione con una elevata mortalità.
Cause della disfagia
Le cause di disfagia sono rappresentate principalmente da gravi patologie neurologiche:
- Ictus
- Traumi Cranici
- Sclerosi Multipla
- Sclerosi Laterale Amiotrofica
- Morbo di Parkinson
- Morbo di Alzheimer
- Miopatie gravi
Sapere riconoscere la disfagia
Il segnale principè è strozzarsi mangiando, con tosse improvvista dopo la deglutizione, o la voce “bagnata” egorgogliante dopo un atto deglutitorio. Sono frequenti i rigurgiti nasali ed orali.
Segnali di allarme sono le aumentate secrezioni e lesbavature orali, l’ impacchettamento del cibo nelle guance con deglutizione ritardata, la lingua protrusa, il ritardo a deglutire o l’ assenza di deglutizione volontaria, la raucedine dopo mangiato con schiarimenti di gola frequenti, le frequenti infezioni polmonari, e/o le febbri frequenti quando si ha un alterato stato di coscienza.
E’ importante ricordare che ogni grande anziano è un potenziale disfagico, soprattutto in una situazione di alterazione anche modesta dello stato di coscienza anche per febbri o eventi banali.
Cosa fare nella disfagia
Consultare il vostro medico di fiducia, che vi consiglierà uno specialista (otorino, foniatra, logopedista, nutrizionista clinico ) che sarà in grado di fare una diagnosi corretta e di stabilire se il paziente è in grado di alimentarsi ancora con diete a consistenza modificata (diete per disfagia di vari tipi) e con manovre posturali specifiche, o se invece deve essere presa la decisione drastica di sospendere l’ alimentazione per bocca e ricorrere a procedure di nutrizione artificiale.
Un test di screening molto utilizzato per capire se il paziente è disfagico è il test dell’acqua (Three-oz Water Swallow Test (WST)) , che consiste nel far bere al paziente un certo volume di acqua mentre l’esaminatore osserva eventuale senso di soffocamento, tosse, cambio della qualità della voce o sforzo nel deglutire. Vengono somministrate almeno tre piccole e progressive quantità di acqua arrivando fino a 90ml, che devono essere bevuti senza interruzione. Le prime quantità si somministrano con un cucchiaino da the, aumentando progressivamente utilizzando una tazza o un bicchiere con imboccatura larga.
IL TEST DEVE ESSERE PRATICATODA PERSONALE SANITARIO ESPERTO e l’ esame deve essere completato con una Laringoscopia a fibre sottili monitorando la performance deglutitoria e con una Videofluorografia, che filma la deglutizione durante la somministrazione di mezzo di contrasto. Con questi esami completi e con personale esperto si potrà capire se il paziente può continuare a mangiare, con quale dieta, con quali posture di compenso oppure se deve essere iniziata una procedura di nutrizione enterale con sondino nasogastrico o posizionando una PEG (gastrostomia percutanea).