15 Novembre 2024

La dieta in gravidanza

L’Aumento di Peso della Gestante

L’aumento di peso della gestante è un fenomeno costante e necessario. Dopo il primo trimestre, durante il quale può verificarsi un calo ponderale, una riduzione del peso può essere dannosa per il bambino.

Le necessità aggiuntive di calorie in gravidanza sono limitate. In donne sane con corrette abitudini alimentari e con uno stile di vita moderatamente attivo, può essere calcolato un fabbisogno aggiuntivo esiguo: circa 60-70 kcal/die per il primo trimestre, 260 kcal/die per il secondo e 500 kcal/die per il terzo trimestre di gravidanza (per un totale di 76.530 kcal complessive). Un aumento del fabbisogno di circa 500 kcal/die è previsto anche durante i primi 6 mesi di allattamento.

Le donne sottopeso necessitano invece di un supplemento calorico maggiore.

L’apporto giornaliero dovrebbe essere ripartito nel modo seguente:

  • 45-60% di glucidi
  • 15% di protidi
  • 20-35% di lipidi

Incremento di Peso Consigliato in Relazione al Peso Pre-Gravidanza

Partendo da una condizione di sottopeso (BMI inferiore a 18,5), le necessità in energia sono maggiori e l’aumento di peso auspicabile è fra i 12,5 e i 18 kg. Una giusta progressione in sottopeso prevede un aumento di 1-3 kg nel primo trimestre, e successivamente, circa 0,44-0,58 kg alla settimana nel secondo e terzo trimestre.

Partendo da un peso normale (BMI tra 18,5 e 25), l’aumento di peso auspicabile è fra gli 11,4 e i 16 kg. Una giusta progressione in normopeso prevede un aumento di 1-3 kg nel primo trimestre, e successivamente, circa 0,35-0,5 kg alla settimana nel secondo e terzo trimestre.

Partendo da una condizione di sovrappeso (BMI superiore a 25), è auspicabile contenere l’aumento di peso fra i 7 e gli 11,5 kg. Una giusta progressione in sovrappeso prevede un aumento di 1-3 kg nel primo trimestre, e successivamente, circa 0,23-0,33 kg alla settimana nel secondo e terzo trimestre.

Partendo da una condizione di obesità franca (BMI superiore a 30), il guadagno di peso raccomandato è intorno ai 7 kg (tra 5 e 9 kg). Una giusta progressione nella condizione di obesità prevede un aumento di 0,2-2 kg nel primo trimestre, e successivamente, circa 0,17-0,27 kg alla settimana nel secondo e terzo trimestre. Queste raccomandazioni non differiscono tra l’obesità di classe I (BMI 30-34,9), l’obesità di classe II e l’obesità di classe III (BMI 40 o più).

In gravidanza gemellare, l’IOM raccomanda un aumento di peso gestazionale di 16,8-24,5 kg per le donne di peso normale, 14,1-22,7 kg per le donne in sovrappeso e 11,3-19,1 kg per le donne obese. La Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) riporta l’intervallo consigliato di Rasmussen e Yaktine, quindi un incremento tra 16 e 20 chili.

Il BMI (Body Mass Index)

Il BMI si ottiene dividendo il peso corporeo (in kg) per il quadrato della statura (in metri).

I valori di BMI indicati dall’OMS sono:

  • Inferiore a 18,5 = sottopeso
  • Tra 18,5 e 25 = peso normale
  • Tra 25 e 30 = sovrappeso
  • Oltre 30 = obesità

Non si dovrebbe mai dimagrire in gravidanza per evitare la formazione di sostanze dannose per lo sviluppo fetale. Si dovrebbe contenere l’aumento di peso entro limiti precisi, con un controllo di “buon senso” delle calorie assunte con gli alimenti e con un minimo di attività fisica consentito nel periodo gestazionale.

Controllare il Peso in Gravidanza

  • Annotate il vostro peso una volta la settimana.
  • Segnate tempestivamente al medico un aumento di peso troppo rapido (almeno 2 kg in 10 giorni, soprattutto se accompagnato da gonfiore a piedi e mani).
  • Non intraprendete diete rigide: una caduta di peso per privazione o riduzione alimentare può portare a chetosi cronica, dannosa per il feto.

Il Peso Dopo la Gravidanza

Una diminuzione di peso oltre i 2 kg dopo il parto non è auspicabile nelle donne che allattano al seno, almeno non subito. Il surplus di peso acquistato in gravidanza dovrebbe essere perso lentamente nel tempo durante tutto il periodo dell’allattamento, se l’incremento di peso durante la gravidanza è stato nei limiti accettabili. Se l’aumento di peso è stato eccessivo, diete rigide dovrebbero essere intraprese almeno qualche tempo dopo il periodo dell’allattamento.

Una donna che allatta dovrebbe prendere almeno 1800 kcal al giorno e, comunque, mai meno di 1600 kcal. Al di sotto di queste quote caloriche, infatti, è alto il rischio di assumere in maniera inadeguata tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno sia la madre che il bambino.


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