16 Novembre 2024

Perdere peso per malattia

Un certo grado di “deperimento”  c’è in tutte le malattie, anche le più banali, come una comunissima sindrome influenzale con un qualche giorno di febbre. Come si dice comunemente ci si “sciupa”, perdendo magari qualche centinaio di grammi  di peso, e ne risente anche il tono muscolare. E’ una situazione autolimitante e reversibile in pochi giorni, non c’è bisogno né di diete particolari né tantomeno di integrazioni specifiche , ma a tutti gli effetti è un piccolo e comune  esempio di risposta biologica a tipo malnutrizione da stress.

Secondo la definizione del Council on Food and Nutrition dell’American Medical Association, la malnutrizione è “uno stato di alterazione funzionale strutturale e di sviluppo dell’organismo, conseguente a discrepanza tra fabbisogni nutrizionali specifici ed introito o utilizzazione dei nutrienti essenziali”. La malnutrizione può anche essere  definita come quella situazione in cui un deficit od un eccesso (oppure uno squilibrio) di energia, proteine, ed altri nutrienti porta ad effetti misurabili indesiderati sulla composizione corporea o sulla funzionalità di organi e tessuti, e sulla prognosi a breve/lungo termine.

La malnutrizione può essere quindi per eccesso o per difetto: la condizione di sovrappeso e obesità è una tipica malnutrizione per eccesso, le sindromi carenziali  globali (da ridotto intake nutrizionale con magrezza patologica )  o selettive (da deficit di ferro vitamine, ecc.) sono condizioni di malnutrizione per difetto.
La malnutrizione proteico-energetica (PEM) riveste un ruolo importante sul piano clinico:
Secondo l’International Classification of Diseases (ICD) si distinguono tre forme di PEM:
  • tipo marasma o cachessia
  • tipo kwashiorkor (o malnutrizione proteica o ipoalbuminemica):
  • tipo misto marasma –kwashiorkor

La malnutrizione a tipo Marasma

  • E’ dovuta a deficit prevalentemente calorico, cronico e prolungato nel tempo, con arresto della crescita e calo ponderale. E’ evidente una riduzione anche estrema delle riserve di grasso e delle masse muscolari, mentre il comparto proteico viscerale è solo di poco ridotto.
  • E’ la malnutrizione da carestia e da fame, è la malnutrizione della Anoressia Nervosa.
  • E’ una condizione patologica per lento e progressivo adattamento alla ipoalimentazione, in cui l’ organismo resta funzionale e performante fino ad un peso estremamente ridotto.
  • Nei casi estremi, come nelle anoressiche gravi, la riabilitazione nutrizionale può essere pericolosa per un quadro particolare che si chiama sindrome da refeeding, o sindrome da rialimentazione, in cui la somministrazione  di nutrienti, soprattutto carboidrati, troppo precipitosa porta a rapidissime e  pericolose alterazioni elettrolitiche, prevalentemente  a carico di fosforo e potassio.

La Malnutrizione a tipo Kwashiorkor (disprotidemica)

Kwashiorkor  è una parola   della  tribù Ga del Ghana , che significa malattia del primo bambino quando arriva  il bambino nuovo,   e riflette la malnutrizione prevalentemente proteica che si instaura quando viene svezzato precocemente  il primo figlio e nutrito con farine di cereali che garantiscono un buon apporto calorico ma un apporto proteico qualitativamente e quantitativamente mediocre.

E’ quindi una  forma di malnutrizione caratterizzata da una carenza prevalentemente proteica, in presenza di  un introito energetico sufficiente.

Le riserve del tessuto adiposo e delle proteine somatiche sono inizialmente conservate, mentre le proteine viscerali e la risposta immunitaria sono ridotte. Sono presenti rallentamento della crescita nei bambini, frequente epatomegalia, lenta guarigione delle ferite traumatiche o chirurgiche ed edemi conseguenti ad ipoalbuminemia; i segni biochimici più evidenti sono l’ipoalbuminemia e la riduzione dei livelli di prealbumina e transferrina.  Il quadro di insorgenza è abbastanza rapido.
Può sembrare strano, ma una malnutrizione Kwashiorkor-like, prevalentemente a carico del patrimonio proteico è  frequentissima e largamente diffusa nei nostri ospedali e non solo nei reparti per acuti, Il motivo è semplice: stress biologici importanti, come traumi, infezioni e sepsi modificano fortemente i fabbisogni ed alterano il normale equilibrio tra sintesi-rinnovo  e catabolismo-perdita proteica. Vi è quindi un aumentato fabbisogno o una perdita di nutrienti per drenaggi, fistole dialisi e d’ altra parte un diminuito-insufficiente apporto di nutrienti.
Un esempio frequente e tipico è l’ anziana signora sovrappeso che cade e si frattura il femore. L’ aspetto è florido, perchè il pannicolo adiposo è ancora ben rappresentato ed evidente, ma se misuriamo le proteine plasmatiche circolanti troviamo un pericoloso deficit.
Questa malnutrizione è di rapida insorgenza e molto pericolosa, genera fragilità e complicanze, ed è frutto di un rapido squilibrio disadattativo dell’ organismo. Va quindi prevenuta e comunque riconosciuta e curata con le classiche procedure proprie della nutrizione clinica: l’ ottimizzazione della dieta per os nei casi in cui questo è possibile, l’ utilizzo di opportuni integratori, e/o la nutrizione artificiale.

Malnutrizioni selettive

Estremamente frequenti le malnutrizioni selettive o monocarenziali, da deficit di vitamine, di sali minerali o di oligoelementi.

 Una delle piu’ comuni è l’ anemia da carenza di ferro, frequente nella donna in età fertile che perde ferro con il ciclo mestruale e che introita poco ferro nella alimentazione.
Il ferro emico contenuto nella carne, nel  pesce e  nelle uova e più biodisponibile di quello (anche abbondante ) contenuto nei vegetali, e talvolta una alimentazione vegetariana mal gestita può dare anemia da carenza di ferro, così come è possibile un deficit di vitamina B12, particolarmente pericoloso perchè questa vitamina entra in gioco nella maturazione dei globuli rossi e nel  funzionamento dei neuroni, le cellule nervose.
Nei vegetariani stretti ed ancor più nei vegani, che non assumono formaggi, uova o alimenti di origine animale una integrazione di vitamina B12 è essenziale.
Va sottolineato che un principio universale in nutrizione clinica è che più un modello alimentare è selettivo-evitativo (per qualunque rispettabilissimo motivo: filosofico, etico religioso) più si è a rischio di carenze selettive, e quindi è necessaria una valutazione delle abitudini alimentari ed una analisi del rischio malnutritivo, che può essere facilmente coperto da opportuni integratori.
Il controllo dei valori ematici di ferro, magnesio, della vitamine B12, D ed E,  dei folati,  della omocisteina, di calcio e fosforo è ormai alla portata dei comuni laboratori e talvolta vale la pena farlo.

_______

Le informazioni contenute in questo sito sono fornite esclusivamente a scopo informativo e non possono in alcun modo sostituire il parere di un medico o di altri professionisti sanitari. Le informazioni riguardanti procedure mediche o farmaci sono presentate solo per illustrare concetti generali e non consentono l’acquisizione di competenze pratiche. Per ulteriori dettagli riguardo le responsabilità e le modalità di utilizzo del sito, si invita a consultare la pagina “Termini e Condizioni d’uso“.