C’è una grande ricerca scientifica riguardante stile di vita, abitudini alimentari e tumore al seno: diversi studi hanno evidenziato che mangiare troppi grassi ed ingrassare aumenta il rischio di recidive. E’ anche riportato che dopo la menopausa le donne che hanno consumato più grassi nella loro dieta hanno un aumento del rischio di tumore al seno. Al contrario consumare nella dieta una buona quantità di cibi ricchi di omega-3 sembra essere un fattore protettivo.
Non ci sono evidenze forti di un legame diretto tra carboidrati (zuccheri) e tumore al seno. Comunque mangiare troppi zuccheri incrementa i livelli di insulina, e tende a fare aumentare il peso, e sappiamo che il sovrappeso aumenta il rischio di cancro al seno nelle donne in post menopausa.
La fibra si trova prevalentemente nella frutta, nella verdura e e nei cereali integrali (compresi farina e tutti i tipi di pane, in particolare grano intero). Le diete contenenti più di 25 g di fibre al giorno riducono il rischio di tumore al seno nelle donne in premenopausa. Un certo consumo di fibra come crusca riduce i livelli di estrogeni nel sangue nelle donne non in menopausa e bassi livelli di estrogeni contribuiscono a ridurre il rischio di tumori ormonodipendenti. Non è ancora chiarito il motivo per cui la fibra di frumento riduca i livelli di estrogeni Le diete elevate in fibra contengono in genere meno grassi e più antiossidanti di diete a ridotto contenuto , ed è possibile che questa sia la causa.
Le donne che mangiano più frutta hanno un minor rischio di tumore al seno, probabilmente per il contenuto in fibra e per gli antiossidanti contenuti. Gli antiossidanti proteggono contro i processi ossidativi che possono causare danni genetici nelle cellule è questo può portare al cancro. Gli antiossidanti più comuni sono le vitamine A, C E ed il selenio. Oltre tutto se si aumenta il consumo di frutta e verdura, così come gli amidacei ricchi in fibra, sicuramente si mangeranno anche meno grassi e questo contribuisce a limitare l’ incremento di peso ed aiuta a ridurre il rischio di tumore al seno.
I carotenoidi sono coloranti organici (pigmenti) contenuti in alcune piante. Gli alimenti che sono buone fonti di carotenoidi sono carote, patate dolci, spinaci, cavoli, verdure, papaia, peperoni e pomodori. Una sintesi di studi pubblicati ha dimostrato che donne con alti livelli di carotenoidi nel sangue hanno un ridotto rischio di tumore al seno.
Non ci sono prove che il consumo di caffè aumenti il rischio di cancro al seno.
Studi recenti hanno dimostrato che le donne con un elevato apporto di prodotti lattiero-caseari hanno un minor rischio di tumore al seno, anche se i dati non sono ancora certi. I latticini sono ricchi di calcio, e diversi studi mostrano un minor rischio per le donne con alto introito di calcio. Occorre ricordare tuttavia che i formaggi hanno un elevato contenuto calorico: quindi scegliete formaggi light, ricotta di mucca, latte scremato, yogurth magro,
Sui Fitoestrogeni c’è un grande dibattito aperto: non ci sono ancora evidenze di un sicuro effetto positivo dei fitoestrogeni nella prevenzione del tumore al seno, e le opinioni degli scienziati sono contrastanti. I fitoestrogeni sono composti chimici presenti nelle piante (fito significa pianta). Hanno una debole azione simile agli ormoni femminili, e ce ne sono diversi tipi: alcuni si trovano nella soia e nei suoi derivati (isoflavoni). I lignani invece si trovano nella fibra di cereali integrali, frutta, verdura e semi di lino e sono il principale tipo di fitoestrogeni nella dieta occidentale. La ricerca sugli effetti dei lignani sul rischio di tumore al seno non ha ancora fornito evidenze certe. Nel 2009 i ricercatori hanno riesaminato tutti gli studi eseguiti in materia ed hanno concluso che nelle donne già menopausa, livelli elevati di lignina nella dieta avevano ‘ridotto il rischio di cancro al seno. Tale effetto benefico non era però confermato nelle donne in pre-menopausa.
Secondo alcuni studi le donne con una dieta ricca di soia hanno un tessuto mammario meno denso rispetto alle donne con diete a basso contenuto di soia, e questa minore densità del tessuto del seno è stata collegata ad un minore rischio di tumore.
Si è anche visto che donne asiatiche che mangiano quantità elevate di alimenti a base di soia hanno un minor rischio di cancro al seno.
In molte parti del mondo, comunque la maggior parte delle donne non mangia abbastanza soia per ridurre il rischio di tumore al seno.
Ma perchè questi estrogeni vegetali farebbero bene, mentre si sa che elevati livelli di estrogeni sono negativi? Alcuni studi hanno evidenziato che il consumo regolare di fitoestrogeni per diverse settimane riduce i livelli di estrogeni “naturali” circolanti. Uno degli ingredienti attivi nella soia è l’ isoflavone: questo prodotto chimico è simile agli estrogeni e riduce l’effetto dell’ ormone estrogeno umano nel corpo.
Alcuni studi hanno riportato che donne con elevati livelli di flavonoidi nella dieta hanno un minor rischio di cancro al seno rispetto alle persone con livelli più bassi.
Flavonoli e flavoni sono sostanze che si trovano nelle piante e sono chiamati anche flavonoidi o bioflavonoidi. Si trovano in alti livelli in
Flavonoli e flavoni sono sostanze che si trovano nelle piante e sono chiamati anche flavonoidi o bioflavonoidi. Si trovano in alti livelli in
• Cipolle
• Broccoli
• Tè nero, tè verde e tè oolong
• Frutta
I Flavoni si trovano in
• erbe aromatiche (come il prezzemolo)
• Sedano
• Tè di camomilla
Tuttavia studi di intervento dietetico hanno generalmente prodotto risultati negativi. Uno degli studi maggiori ha evidenziato che il consumo di 50-100 mg di isoflavoni al giorno per 1-2 anni non ha ridotto la densità mammografica, un biomarcatore di aumento del rischio. In un altro studio la somministrazione di un integratore alimentare a base di trifoglio rosso non è riuscito ad alterarela densità del seno dopo 1 anno.
Solo per fare un esempio di come sia difficile semplificare la scienza e di come sia arduo arrivare a conclusioni semplicistiche, la Genisteina, un isoflavone contenuto nella soia ed in altri vegetali, a seconda del dosaggio utilizzato, a seconda dei livelli di estrogeni naturali presenti, ed a seconda del tipo di tumore, può agire sia come agente proliferativo (quindi pericoloso, stimola la crescita) sia come un agente antiproliferativo. Infatti in vitro, a dosi elevate inibisce la proliferazione delle cellule di carcinoma mammario ormonosensibile ma, paradossalmente, favorisce la crescita tumorale in dosi inferiori più fisiologiche.
Molto più netta è la posizione contro l’uso dei fitoestrogeni quando la donna ha già sviluppato il tumore al seno. Due studi hanno cercato di misurare l’efficacia di integratori a base di soia (90-150 mg/die di isoflavoni) in pazienti con neoplasia della mammella con vampate diurne e notturne a causa della terapia. Le pazienti, trattate anche con tamoxifene o raloxifene, sono state divise in due gruppi per ricevere il trattamento con isoflavoni o placebo. In nessuno dei due studi si sono rilevate differenze statisticamente significative nella sintomatologia. Pare quindi che gli isoflavoni non abbiano un effetto positivo sui sintomi e potrebbero però avere un’attività di stimolo sulla crescita tumorale.
Tumore al seno: dopo la diagnosi attenzione al peso.
Una buona parte delle pazienti con tumore al seno aumenta di peso dopo la diagnosi.
Vale la pena citare un recente studio, che ha controllato l’ andamento del peso in 562 donne con tumore al seno: l’ età media delle donne era 51 anni, il peso medio 74,2 chili con un BMI di partenza (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea) di 27,5 classificabile nella categoria del sovrappeso.
Circa il 70% dei pazienti faceva chemio e radioterapia e il 78% praticava terapia endocrina con tamoxifene come farmaco più comunemente usato.
Il guadagno di peso medio tra queste pazienti è stato di 3,5 kg a 6 mesi e 5,1 kg a 18 mesi di follow-up, con corrispondente incremento di BMI da 1,3 a 1,9 kg. (SM Reddy et al. Clinical and genetic predictors of weight gain in patients diagnosed with breast cancer Br J Cancer. 2013 Aug 20; 109(4): 872–881.)
Ci sono fondamentalmente tre motivi per aumentare di peso: la menopausa indotta dalla terapia (ed in menopausa si tende ad ingrassare) l’ effetto dei farmaci modulatori ormonali ed una rilevante componente psicologica, considerato che è evidente un legame tra stress, peggioramento del tono dell’ umore e placarsi mangiando.
Il peso aumenta per uno squilibrio del bilancio energetico, quando la quantità di calorie che mangiamo è maggiore della quantità di calorie che bruciamo con le normali attività quotidiane e quindi contano anche la inattività ed una modifica (in peggio ) delle abitudini alimentari con un maggiore disordine fuori dei pasti.
Tra i modulatori ormonali Il tamoxifene è una terapia molto comune ed appartiene alla classe degli antiestrogeni. Il meccanismo di azione di tali sostanze consiste nell’impedire che l’estrogeno si combini con le cellule tumorali e ne stimoli la crescita. E’ probabilmente causa di incremento di peso, anche se non vi sono studi conclusivi.
Tumore al seno: la dieta dopo chemio e intervento
Se avete bisogno di perdere peso dopo il trattamento, puntate ad una perdita di peso progressiva e non drastica di circa 0,5-1 kg a settimana fino a raggiungere un peso accettabile.
Dovete ridurre ragionevolmente le calorie con uno stile alimentare di frugalità sostenibile. Ricordate che l’unico modo per perdere peso in modo sano e di stabilizzare il risultato è rendere permanenti le modifiche allo stile di vita ed alle scelte alimentari.
Datevi delle regole semplici e cercate di mantenerle: tuttavia se qualche volta mangiate di impulso, o per qualche motivo violate le vostre stesse regole, perdonatevi, perdonatevi, perdonatevi, ma insistete: questa è una maratona, vince chi arriva cade e si rialza, non chi corre di più.
Una delle regole più importanti è mangiare in modo ordinato: sedetevi e mangiate tranquille a colazione a pranzo ed a cena, non aprite il frigorifero fuori dell’ orario dei pasti. Concedetevi pure una merenda o uno snack nel vostro piano alimentare, ma sempre nell’ ambito di una regola.
Riducete i grassi di condimento: assegnatevi una quantità sempre eguale di olio di condimento, misurandolo in cucchaini, in modo da sapere quanto ne usate.
Evitate i grassi animali ed i grassi vegetali ricchi di grassi saturi come l’ olio di palma.
Riducete le porzioni di pasta a 80 grammi e di pane a 50 grammi e scegliete le varietà integrali di pane, pasta e cereali.
Utilizzate latticini a basso contenuto di grassi e light, latte parzialmente o totalmente scremato.
Scegliete tagli magri di carne preferendo carne bianca.
Includete diverse varietà di legumi nella vostra dieta almeno tre volte alla settimana. Un pasto ideale potrebbe essere pasta e legumi, un contorno di verdura, un frutto.
Può essere utile mangiare più fibra da crusca di frumento, cereali, fagioli, frutta e verdura
Assicuratevi di avere abbastanza calcio nella vostra dieta – da latte e altri latticini magri, verdure a foglia verde (come broccoli, cavoli, ma non spinaci), semi di soia, tofu, noci, pane e pesci piccoli che si mangiano con la lisca, come le sardine e le sardine.
Mangiate molta frutta e verdura, almeno 5 porzioni
Tutto quello che è sporadico non ha impatto negativo sul vostro progetto di perdere peso: sporadico vuol dire una volta alla settimana, quattro volte al mese. Quindi cercate di rendere alcuni consumi voluttuari (dolci, cioccolato, patatine ecc) molto sporadici ed occasionali.
Potete mangiare fuori (fa bene allo spirito) ma fate attenzione, e ricordate che cibi di ristoranti, possono essere ricchi di grassi e calorie.
Provate a fare un pò una regolare attività fisica, come camminare a ritmo sostenuto. L’ attività fisica degna di questo nome dovrebbe fare aumentare la frequenza cardiaca e si dovrebbe anche un minimo sudare, ma si dovrebbe comunque essere in grado di sostenere una conversazione. Se si è sempre stati sedentari, è importante allenarsi progressivamente, in modo da non sovraccaricare cuore ed articolazioni.
Se si seguono queste linee guida, si otterrà una dieta più sana. Questo aiuta a mantenere il peso entro limiti normali e può aiutare a proteggere contro una serie di malattie croniche. Ridurre l’assunzione di alcol può anche ridurre il rischio di cancro al seno e altre malattie.